Recensione | PARLAMI D’AMORE: Nathalie Caldonazzo e Francesco Branchetti al  Teatro degli Audaci

Parlami d’amore  andato in scena dal 10 al 20 ottobre al Teatro degli Audaci di Roma. Philippe Claudel è da sempre un maestro nell’entrare nel complicato universo  dei rapporti a due. La sua opera Parlami d’amore ne è la principale testimonianza. Il drammaturgo ed Accademico di Francia entra dentro il cuore della coppia e ne è  testimone del profondo disfacimento morale.

Un rapporto  può andare in crisi per mille fattori, ma:

la crisi di coppia non è mai individuata da un solo episodio,  è invece un percorso  che incontra una coincidenza di infausti fattori che hanno come segno peculiare il protrarsi nel tempo. Allora purtroppo i  tentativi di sciogliere i nodi dei problemi non danno esito positivo , al contrario invece   si innestano  dinamiche ripetitive che incrementano il problema stesso. La cognizione della disfunzionalità della relazione è associata ad uno stato di malessere, e di pesantezza del clima relazionale e della percezione di sofferenza.

Claudel con maestria da profondo analista dell’essere umano ha fatto tesoro di queste note e ne ha portato in drammaturgia l’essenza.

parlami d'amore 2

Come conferma anche Il regista Francesco Branchetti nelle sue note di regia:

Da anni mi occupo come regista e uomo di teatro di testi che mettono al centro del evento teatrale il rapporto tra uomo e donna nelle sue sfaccettature più vere, profonde ed intime e il testo di Philippe Claudel è appunto straordinario nel raccontare una società e una coppia in crisi profonda di valori e di punti di riferimento ed è straordinario nel costruire dei caratteri di clamorosa rappresentatività di una certa società e di una concezione del rapporto di coppia che qui vede sgretolarsi i suoi punti cardine e le sue fondamenta. Claudel mostra come sottotraccia possano convivere moltitudini di sentimenti intrecciati, impulsi contrastanti e come sia denso e irto di ostacoli il cammino del dialogo tra uomo e donna. Non abbandonando mai uno sguardo profondamente umano affonda la lama nelle pieghe più intime e a tratti inconfessabili di un rapporto di coppia e lo fa con uno straordinario acume psicologico e una capacità quasi antropologica di raccontare il nostro presente più dilaniato in tutto quello che riguarda i rapporti umani e affettivi. Clamorosa è la sua  capacità di fare questo viaggio nel rapporto tra i nostri protagonisti e nel mondo sociale, culturale e comportamentale che essi evocano, con l’arma dell’introspezione psicologica ma anche attraverso una straordinaria e pungente ironia che accompagna tutto il testo”.

La drammaturgia di Claudel nella sua completezza scava dentro l’anima dei due personaggi. Un rapporto a due che con continui cambi di umore spazia dall’affetto sfrenato a battibecchi  vicini alla più feroce rappresaglia, ma tutto si svolge nella più appassionante ironia. Francesco Branchetti e Nathalie Caldonazzo eccellenti nella loro parte: animano i loro profili vivendo appieno i loro personaggi. Entrambi calzano temi  psicologicamente complessi ma talmente reali che il pubblico si identifica dentro i loro schemi comportamentali. La regia di Branchetti analizza con humour le angosce e le serpeggianti relazioni che abbiamo con noi stessi e con coloro che ci stanno vicino, confermando che siamo perpetuamente alla ricerca delle nostre verità. Verità che spesse volte sono solo alibi per le nostre inesatte valutazioni. Nathalie Caldonazzo e Francesco Branchetti con la loro valore attoriale e il loro repertorio di pungenti ed ironiche battute calamitano il pubblico valorizzando l’opera di  un grande maestro come Philippe Claudel.

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