Globe Theatre | Il RICCARDO III di Marco Carniti fino al 15 settembre

Dal 30 Agosto al 15 settembre ore 20,45 – Domenica ore 18.00 (escluso i lunedì) 

 

RICCARDO III

regia di Marco Carniti

la traduzione e adattamento di Marco Carniti

Prodotto da Politeama Srl

 

 

Riccardo III nostro incubo contemporaneo

Affrontare Riccardo III di Shakespeare è come entrare in un intricato labirinto di relazioni che passano dal politico al personale e che come spettatore ti lasciano completamente stordito e anche un po’ perduto. È l’indagine giovanile dell’homo politicus Shakespeare che ripercorre impietosamente le tappe storiche di un periodo particolarmente sanguinoso e corrotto dell’aristocrazia inglese e della sua feroce lotta per il potere.

Non è però l’intricato gioco politico a catalizzare totalmente la nostra attenzione ma bensì gli innumerevoli ed efferati crimini sanguinari del protagonista assoluto dell’opera, Riccardo, compiuti metodicamente e con una ripetizione quasi al limite della monotonia svelando al mondo un’anima di spietata disumanità che può solo cercare di appagare la sua sete di potere, come in un ciclico gioco al massacro nel quale sono tutti coinvolti.

Riccardo III è un personaggio assoluto, da tragedia greca, che mette completamente  in gioco l’anima per raggiungere i suoi obiettivi, come un Don Giovanni che ha già venduto la sua anima al diavolo e che ora ne vuole assumere addirittura le forme.

Riccardo III è sicuramente tra i personaggi più negativi del teatro shakespeariano anche se il suo è il riflesso del negativo che lo circonda  Infatti gioca con ironia sarcastica con se stesso e con il destino degli altri come un attore sul palcoscenico del mondo che mette la sua esistenza sempre al limite dell’umano, camminando come sulla lama di un coltello e sempre in equilibrio tra la vita e la morte. In un rituale macabro da roulette russa.

Il grande gioco del potere al servizio dell’uomo produce solo mostri.

Ed è qui che Shakespeare rivela il genio contemporaneo. Costruisce un personaggio che specchia continuamente se stesso riflettendo l’immagine del marcio nascosto nell’essere umano, dietro le apparenze, e che rappresenta la deformità congenita nell’uomo. Che è di tutti, nessuno escluso.

Riccardo III è un uomo che indaga continuamente su se stesso in un dialogo aperto con il pubblico con il quale gioca con l’ironia del grande mattatore divertendosi a scoprire continuamente le carte del suo progetto di sterminio e paradossalmente nessuno tenta di fermarlo. Dove il potere e l’uso della parola è assoluto, tanto da farlo essere il personaggio con più versi mai scritti per altri personaggi shakespeariani. Un uso del linguaggio che ci riporta drammaticamente a una riflessione sui meccanismi della dittatura e dei fondamentalismi e che ci riconduce facilmente alla nostra contemporaneità.

Riccardo III è la tragedia di un uomo che non vuole essere annullato. Tanto meno per colpa della sua diversità. Quella deformità che l’autore ha voluto aggiungere al personaggio teatrale (perché  ricordiamo che il Riccardo storico non aveva nessuna deformità) fa partire la sua storia da una fragilità acquisita involontariamente, che ha determinato tutto il periodo della sua crescita, quasi come una pena da scontare in vita che esplode in reazioni di violento furore e di un feroce desiderio di autoaffermazione.

Un dramma interiore dell’uomo che combatte il suo isolamento e la sua emarginazione e che continuamente si confronta con la propria fragilità.

Unica via di uscita alla depressione e all’annullamento è avere il potere assoluto.

Riccardo III è la tragedia della psiche, anche in senso contemporaneo, come nella visione psicanalitica della pittura di Francis Bacon. Un lungo eterno incubo di Riccardo che coinvolge e lega tutti i personaggi della tragedia ora spettri della realtà ora spettri della mente. Perché l’essere umano così schiavo delle sue azioni non può sottrarsi da se stesso e quindi è condannato a vivere una vita di incubi popolati da spettri della coscienza.

Vedo questo spettacolo come un incontro psichiatrico con il “mostro” che è in tutti noi.

Uno spettacolo che permetta allo spettatore di entrare nella mente del protagonista per seguirlo nella sua follia omicida. Come attraverso un obiettivo fotografico, limito lo spazio ad un’unica passerella rossa sospesa e sorretta da corde e catene, come un astratto ponte levatoio, un luogo mentale di analisi, una linea che spezza, un trampolino sulla vita, una strada a senso unico che con un movimento perpetuo, proietta Riccardo e le sue vittime dalla propria immagine riflessa a compiere il salto nel vuoto.

 

 

Interpreti

( in ordine alfabetico)

 

Lady Anna                                                                 Federica Bern

Duca di Clarence, Scrivano                                       Tommaso Cardarelli

Lord Hastings                                                              Patrizio Cigliano

Regina Elisabetta                                                       Antonella Civale

Re Edoardo IV , Sindaco                                            Nicola D’Eramo

Re Riccardo III-Duca di Buckingham                         Maurizio Donadoni

Sir Ratcliff, Cardinale                                                  Diego Facciotti

Sir Brakembury                                                                        Roberto Fazioli

Duca di Buckingham                                                 Gianluigi Fogacci

Regina Margherita, vedova di re Enrico                   Melania Giglio

Principe Edoardo                                                       Sebastian Gimelli Morosini

Duca di York                                                              Dario Guidi

Lord Rivers                                                                  Raffaele Latagliata

Sir Stanley, Sicario                                                      Matteo Milani

Duchessa di York                                                       Paila Pavese

Sir Richmond,Sir Tyrrel,Vescovo Ely                            Tommaso Ramenghi

Sir Catesby, Sicario                                                    Mauro Santopietro

Guardia e Cittadino                                                   Alessio Sardelli

Elisabetta, Margherita adolescente                           Zemka Zahirovic

 

 

SCENE

Fabiana Di Marco

 

COSTUMI

Maria Filippi

 

MUSICHE

David Barittoni

 

Aiuto Regia

Maria Stella Taccone

 

COACH VOCALE

Francesca Della Monica

 

DISEGNO LUCI

Umile Vainieri

 

PROGETTO FONICO

Franco Patimo- Daniele Patriarca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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