I Solisti del Teatro: gli spettacoli in scena dal 19 al 24 agosto

I Solisti del Teatro XXVI edizione
Gli spettacoli in scena dal 19 al 24 agosto
 
 
Dopo la pausa di Ferragosto torna il festival I SOLISTI DEL TEATRO, giunto quest’anno alla XXVI edizione, con la direzione artistica di Carmen Pignataro. Tutti gli spettacoli saranno in scena ai Giardini della Filarmonica Romana (Via Flaminia 118) alle ore 21:30.
 
Si riparte il 19 agosto con lo spettacolo “LETIZIA VA ALLA GUERRA. LA SUORA, LA SPOSA E LA PUTTANA“, presentato da Gitiesse Artisti Riuniti diretta da Geppy Gleijeses. conAgnese Fallongo e Tiziano Caputo. Drammaturgia di Agnese Fallongo, ideazione e regia di Adriano Evangelisti. Arrangiamento e accompagnamento musicale dal vivo di Tiziano Caputo. Tre grandi donne, due guerre mondiali, un sottile fil rouge ad unirle: uno stesso nome, un unico destino. Letizia va alla guerra è un racconto tragicomico, d Letizia va alla guerra i tenerezza e verità. Tre donne del popolo, irrimediabilmente travolte dalla guerra nel loro quotidiano, che si ritroveranno a sconvolgere le proprie vite e a compiere, in nome dell’amore, piccoli grandi atti di coraggio. 
 
Il 20 Agosto l’Associazione Culturale Teatro Hamlet presenta IL QUARTO VUOTO, con Mamadou Dioume, Sabrina Biagioli, Massimo Secondi e Fabrizio Facchini. Con la voce di Andrea Lavagnino; testo e regia di Gina Merulla. “Quarto vuoto” è il nome attribuito al Rub’ al-Khali, uno dei più grandi deserti di sabbia del mondo che ricopre un quarto della Penisola Arabica. Sconfinato, arido, inospitale, disabitato, estremo, sconosciuto. Con questa ispirazione negli occhi lo spettacolo si propone come un viaggio di esplorazione all’interno del “Quarto Vuoto” interiore dell’animo umano. Si tratta di un labirinto desolante e seducente, assordante e silenzioso, oscuro e abbagliante in cui non ci si addentra mai veramente. 
 
Il 21 Agosto in scena “Lo Spettacolo comincia con CAROSELLO”, di e con Riccardo Castagnari, al pianoforte Andrea Calvani. Carosello indubbiamente ha segnato un’epoca: il tempo in cui la televisione nacque raggiungendo presto il suo boom di popolarità e il suo apice massimo per la qualità delle trasmissioni che proponeva il percorso che questo spettacolo ci offre è anche un’attenta inquadratura del momento storico che stavamo vivendo dal punto di vista sociale e di costume. Senza retorica né scontata nostalgia del ‘come eravamo’. Quando però la televisione aveva davvero l’iniziale maiuscola.
 
Il 22 Agosto sul palco Elena Arvigo in “NON DOMANDARMI DI ME, MARTA MIA…”, di Katia Ippaso, regia di Arturo Armone Caruso. Non domandarmi di me, Marta mia…” si situa in un preciso punto del tempo, il 10 dicembre del 1936, data della morte di Luigi Pirandello, e in un preciso punto dello spazio, New York, dove Marta Abba stava recitando al Plymouth Theatre di Broadway. Quella sera, dopo aver fatto al pubblico l’annuncio dell’improvvisa scomparsa di Pirandello alla fine dello spettacolo, Marta Abba si trova da sola nella sua stanza. Nella calma allucinata di quella notte, dopo la rappresentazione, Marta si trova a dover fare i conti con il suo passato. 
 
Il 23 Agosto in scena “TIPI”, di e con Roberto Ciufoli, una carrellata di tipologie umane, un esilarante percorso che spazia dallo sportivo all’indeciso, dal timido al supereroe e al danzatore, mostrando come una particolare caratteristica psicologica condizioni un atteggiamento fisico, un modo di parlare e di scegliere le parole. Monologhi, poesie, sketch, balli e canzoni. Un vero “multi-one-man show”! 
Chiude la settimana il 24 agosto “CIRCEO. IL MASSACRO”, presentato da Il Teatro delle donne. DFilippo Renda ed Elisa Casseri. Con Michele di Giacomo, Alice Spisa, Arianna Primavera e Luca Mammoli. Regia di Filippo Renda. Produzione IL TEATRO DELLE DONNE/IDIOT SAVANT In collaborazione con: Riccione Teatro, Associazione DIG, Rete degli archivi per non dimenticare, Corte Ospitale, Alchemico Tre. 
Il delitto del Circeo è uno dei crimini che più profondamente si sono impressi nelle coscienze degli italiani. Ancora oggi, chi nel 1975 era già nato e lo sente soltanto nominare, rabbrividisce e riporta alla memoria il turbamento di un intero paese di fronte a un evento così assurdo. Ma è stato davvero un fatto assurdo?

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