Recensione | LETIZIA VA ALLA GUERRA al teatro della Cometa

In scena al teatro della Cometa di Roma fino a domenica 17 febbraio la pièce scritta e interpretata da Agnese Fallongo, con Tiziano Caputo e la regia di Adriano Evangelisti, Letizia va alla guerra – La suora, la sposa e la puttana.

Una piccola perla teatrale che oscilla tra dramma e spensieratezza, percorrendo tutta l’Italia in un periodo storico che copre entrambe le guerre mondiali, attraverso la storia di tre donne accomunate dallo stesso nome e legate da un sottilissimo filo conduttore.
Letizia la giovane sposa siciliana, che durante la Grande Guerra raggiunge il fronte e diventa “portatrice di gerle” per ritrovare il marito chiamato alle armi subito dopo il matrimonio.
Letizia la puttana, orfanella cresciuta a Latina dalle suore e mandata a Roma appena maggiorenne, durante la seconda guerra mondiale, a lavorare dalla zia, tenutaria di un bordello.
Letizia la suora di origine venete, anziana, morente, che ha preso i voti in età avanzata, vinta dai sensi di colpa per un errore di gioventù.

Il più evidente punto di forza della messa in scena è il talento dei due interpreti, che dimostrano una grande padronanza del palco e una sinergia assolutamente coinvolgente. I racconti delle tre donne, sempre accompagnate dai vari personaggi interpretati da Caputo, sono impreziositi dagli inserimenti musicali dello stesso attore, che ha curato gli arrangiamenti di varie canzoni popolari, come la bellissima Canzone Arrabbiata, struggente nella versione della verace Agnese Fallongo.
Attori e cantanti virtuosi, che passano con impressionante disinvoltura da un dialetto all’altro, dai toni della commedia brillante a quelli cupi della perdita e della sofferenza.
La regia di Evangelisti è semplice, minimalista, si affida a pochissimi ed efficienti elementi scenici per dare libera espressione alla forza del testo e degli interpreti.
Uno spettacolo imperdibile, da vedere e rivedere ancora, risultato evidente della passione, della competenza, dell’urgenza di comunicare.

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