Recensione| DIECI DONNE al Teatro di Documenti

In scena fino a stasera, 20 dicembre, al teatro di Documenti di Roma, Dieci Donne, tratto dal romanzo dell’autrice cilena Marcela Serrano e arrivato per la prima volta in Italia, grazie all’adattamento e alla regia di Valentina Moscuzza, con l’aiuto regia di Mark James Biocca.
silviacharSpettacolo itinerante con nove protagoniste, i cui racconti sono incorniciati dalla voce dell’unico filo conduttore che le unisce, la loro psicoterapeuta.
La struttura della drammaturgia, che consiste semplicemente nel susseguirsi di nove monologhi, viene decisamente arricchita dalla scelta di ambientare la pièce in un luogo affascinante come il teatro di Documenti, un vero e proprio labirinto con sale più o meno spaziose, che dà l’opportunità di ricreare diverse scenografie e rendere la visione dinamica e partecipativa.
Il pubblico, infatti, viene diviso in tre gruppi, ognuno con una propria mappa indicativa del percorso da seguire; poi, nel finale, i tre gruppi si troveranno in un’unica sala per assistere insieme alla conclusione dell’opera.
Lo spettatore si trova a stretto contatto con le nove donne, viene coinvolto fisicamente ed emotivamente, si sente parte di quell’incontro di psicoterapia di gruppo in cui prendono forma vissuti diversi, ma spesso vicini a noi.
Sulla scena Dely Di Marcantonio, Elena Fiorenza, Silvia Vari, Ludovica Pimpinella, Valentina Celio, Laura Ciace, Francesca Romana Biscardi, Anita Tenerelli e Lucrezia Caricola, con la partecipazione della danzatrice Michela Paolacci e della violinista Giulia Matteucci.
Nove bravissime attrici a rappresentanza di nove storie di dolore in cui, però, non manca assolutamente l’ironia. La regista e le interpreti riescono perfettamente nell’intento di trasmettere la Bellezza di ogni donna, che è tale perché caratterizzata dalle proprie debolezze, dalla propria meravigliosa unicità.
ludocharOgni interprete ha un suo particolare stile, diventa un tutt’uno con il personaggio, con alcuni momenti di naturalezza talmente potenti da rendere impercettibile il confine tra realtà e finzione.
La violenza sessuale, l’omofobia, la paura di cedere alla vecchiaia, la malattia, sono solo alcuni dei temi che si incontrano lungo il percorso. Temi forti, caratterizzanti di una società in cui il silenzio e il giudizio sono diventati la costante distruttrice.
Con Dieci Donne lo spettatore arriva al cuore di queste tematiche, si siede accanto al dolore e non può fare a meno di ascoltarlo: un’esperienza di vicinanza e catarsi.

 

 

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