Recensione | DOBBIAMO PARLARE al teatro Hamlet

Fino a domenica 11 novembre è in scena al teatro Hamlet di Roma Dobbiamo parlare, testo teatrale di Sergio Rubini da cui è stato tratto il film omonimo del 2015.
Due coppie alle prese con litigi, tradimenti e bugie, il tutto nel cuore della notte, in un grande attico nel centro di Roma.
Da un lato Vanni e Linda, uno scrittore che non riesce a decollare e la sua ghostwriter stanca di essere solo un’ombra, dall’altro Alfredo e Costanza, un cardiochirurgo e una dermatologa per cui il tradimento è la costante di un rapporto benestante e conformista.
Sul palco quattro attori, quindi, Ilario Crudetti,  Patrizia Casagrande,  Alessandro Catalucci e  Sabrina Biagioli, diretti dalla regia di Gina Merulla.

Una pièce leggera e divertente, un testo che rimane gradevole sebbene sorretto principalmente da urla e turpiloqui acchiappa-risate. Il ritmo è sempre altissimo, ben sostenuto dagli attori che affrontano una prova indiscutibilmente faticosa, anche se spesso la concitazione sfocia nella macchietta.
La regista inserisce, inoltre, alcune azioni ripetitive, quasi coreografiche, volutamente surreali e ingiustificate, che inizialmente stupiscono suscitando il riso del pubblico, ma che ben presto risultano stucchevoli perdendo l’effetto desiderato.

Nel pieno stile della commedia italiana, Dobbiamo parlare affronta con brillante ironia il tema della crisi in ogni sua declinazione, nel rapporto uomo-donna, nell’amicizia, nella realizzazione personale, mettendo a confronto personalità diverse e complesse che gradualmente perdono il controllo mettendo a nudo le proprie verità nascoste.

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