Recensione | MOBY DICK al Teatro Vascello

Nella prima tappa di una tournée che attraverserà l’Italia, MOBY DICK, La Bestia dentro, è stato presentato al teatro Vascello di Roma.
L’opera di Melville, che nella figura della balena incentra il simbolico conflitto tra Bene e Male, viene elaborata con cura da Davide Sacco, regista e autore del testo, in cui inserisce interessanti citazioni di Molière e Shakespeare, passando dal Riccardo III all’Amleto, che ben si sposano con l’animo esasperato di Achab, con la sua lotta interiore e senza pace.
La drammaturgia è sostenuta dal continuo parallelismo tra i due personaggi, Achab, vecchio capitano del Pequod alla disperata ricerca della balena bianca che gli portò via la gamba, e Ismaele, giovane marinaio per la prima volta imbarcato su una baleniera.

Specchio del dolore e della rabbia il primo e della spensieratezza e dell’innocenza il secondo, i due personaggi apparentemente distanti tra loro rappresentano, invece, due punti di un unico percorso circolare, che li rende l’uno il prolungamento dell’altro.
Il loro è uno scambio padre/figlio, un’evoluzione dalla gioventù alla vecchiaia, un passaggio di testimone a bordo della nave, nella continua caccia alla bestia nascosta nel profondo dell’uomo.

Sulla scena due ottimi interpreti in linea con i loro personaggi: Stefano Sabelli, Achab, e Gianmarco Saurino, Ismaele, in quest’ultimo periodo protagonista di seguitissime fiction RAI.
I due rappresentano perfettamente questo gioco tra contrasto e fusione, portando sul palco due stili di recitazione completamente diversi che favoriscono il giusto inquadramento dei personaggi: Ismaele è un narratore, un ponte tra il pubblico e la vicenda, mentre Achab è personaggio misterioso, dai toni eroici, quasi mitologici.

La puntuale regia di Sacco, che coinvolge il pubblico facendolo sedere all’interno della scena, trova sostegno e arricchimento in tre elementi fondamentali: le musiche, composte ed eseguite dal vivo da Giuseppe Spedino Moffa, le luci di Daniele Passeri e la meravigliosa scenografia, curata dallo stesso Sabelli, che ricostruisce il ponte della baleniera che solca le onde in un mare di libri.

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