Recensione | GIUDIZIO UNIVERSALE – Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel

In scena all’Auditorium Conciliazione di Roma, per tutta la stagione 2018/19, Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel, lo spettacolo immersivo ideato da Marco Balich e realizzato da Artainment Worldwide Shows con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani.
La genesi del capolavoro di Michelangelo viene rappresentata in modo assolutamente coinvolgente, con proiezioni a 270° degli affreschi della Cappella Sistina, accompagnate da interessanti performance dal vivo a scandire i vari momenti della creazione dell’artista, che ha il corpo di Valentino Infuso e la voce di Pierfrancesco Favino.

L’opera gioca con ogni dimensione dello spazio dentro e fuori la scena, arrivando anche oltre lo sguardo degli spettatori che si trovano letteralmente immersi nello spettacolo. Le proiezioni si accavallano, si modellano in profondità, i suoni sono avvolgenti e spesso anche gli odori non fanno che catapultare il pubblico in una precisa atmosfera.

Un viaggio a ritroso nella città eterna ci porta fino al Michelangelo scultore, che viene chiamato da Papa Giulio II a dipingere la volta della Cappella Sistina, fatta costruire da suo zio Papa Sisto IV.
Segue un percorso tra i dipinti della Cappella Sistina e un confronto, interessante e al tempo stesso facilmente fruibile per qualsiasi target di pubblico, tra i vari artisti che l’hanno arricchita – da Botticelli al Ghirlandaio fino al Perugino. 
Michelangelo inizia il suo capolavoro: parte, qui, un parallelismo con i passi della Bibbia – interpretati dalla voce di Susan Sarandon – che verranno rappresentati negli affreschi, come la Genesi e la creazione di Adamo, che lo spettatore vede nascere gradualmente sotto i suoi occhi: le opere sono state letteralmente smembrate e ricomposte con un magnifico lavoro di analisi e, nella proiezione, l’assemblaggio di ogni tratto regala anche la magica illusione del movimento.
Altri momenti emozionanti riguardano il Diluvio Universale e il Peccato originale con la cacciata dal Paradiso terrestre, dove, dietro la parete velata su cui avvengono le proiezioni, i performer regalano delle eleganti esibizioni di danza.
Circa trent’anni dopo, Michelangelo verrà nuovamente chiamato a Roma per dipingere la sua ennesima opera monumentale, Il Giudizio Universale, sulla parete di fondo della Cappella Sistina: queste meravigliose immagini accompagnano lo spettatore alla fine dello show, davvero unico, emozionante, istruttivo e assolutamente imperdibile, sulle note del tema principale dello spettacolo, Dies Irae, nella versione di Sting.
Ogni venerdì, fino a ottobre, sarà possibile usufruire dell’iniziativa Un venerdì in bellezza, con cui il visitatore potrà prima partecipare allo spettacolo ed entrare poi nei Musei Vaticani per una straordinaria visione notturna delle opere dal vivo,  approfittando di un’offerta  speciale.

 

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