“La regola del gioco”: il giornalista che sfidò la CIA

Un film di Michael Cuesta

Con: Jeremy Renner, Rosemarie DeWitt, Ray Liotta, Tim Blake Nelson, Barry Pepper, Oliver Platt, Michael Sheen, Paz Vega, Michael Kenneth Williams, Mary Elizabeth Winstead e Andy Garcia.

Uscita: 18 giugno 


Michael Cuesta porta sullo schermo l’esperienza di Gary Webb, un giornalista che lottò per portare allo scoperto il marcio dei servizi segreti americani, rischiando la vita e compromettendo irreparabilmente la sua carriera.
Il film segue scrupolosamente la vera vicenda del giornalista statunitense, basandosi su due libri: “Dark Alliance” dello stesso Webb e “Kill the messenger” di Nick Schou, scritto dopo la morte di Webb, avvenuta nel 2004 a causa di un presunto suicidio.
È il 1995. Gary Webb, giornalista del San José Mercury News, riceve inaspettatamente delle rivelazioni importanti su una presunta correlazione tra la CIA e il traffico di cocaina in Sudamerica. Dopo lunghe e pericolose indagini, Webb scopre che dei ribelli nicaraguensi lavorarono direttamente con i servizi segreti, che gli consentivano di introdurre illegalmente la cocaina negli USA: con i profitti di tale traffico i ribelli poterono armare le milizie dei Contras. L’inchiesta di Webb, dal titolo “Dark Alliance”, richiama l’attenzione generale, ma lo stesso giornalista, oltre a veder premiati i suoi meriti, diventerà un personaggio troppo scomodo e si ritroverà a difendere se stesso da accuse diffamatorie.
Jeremy Renner è impeccabile nel dare le giuste sfumature al suo ruolo, affrontato con la delicatezza che merita un personaggio di così grande spessore.
Un thriller politico avvincente che si addentra nel delicato mondo del giornalismo d’inchiesta, che osserva da vicino il lavoro di redazione, la verificabilità delle fonti e soprattutto il peso della responsabilità del giornalista nel rivelare una notizia di tale gravità.
Qui, come in molti altri casi, l’onestà e il dovere di cronaca vengono ostacolati dai vertici del potere, in cui si annidano segreti scabrosi continuamente offuscati. Ed è inevitabile immedesimarsi completamente nella rabbia di Webb, nella sua coraggiosa ed entusiasta lotta far emergere una realtà scomoda, troppo vera per essere raccontata.

 

 

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