“Miasmi”: maschere di violenza al Roma Fringe Festival

Un testo scritto, diretto e interpretato da Ludovica Sistopaoli
Aiuto regia: Marta Ruggieri
Musiche: Francesco Leineri
Scenografia: Anastasia Barasheva

Spettacolo in concorso al Roma Fringe Festival 2015


Sette personaggi prendono vita sul corpo di un’unica attrice, marionette corporee a cui dà espressione ed emozione, muovendosi in piena consapevolezza di sé.

Una bambina viene continuamente emarginata e derisa dai compagni di scuola. Suo padre è completamente assente, sua madre è superficiale. La maestra riduce ogni lezione a una serie di cifre e date che nascondo la reale tragedia degli eventi storici. Salamè, stanca di ricevere offese, inizia gradualmente a trasformarsi, a perdere quel suo carattere dimesso e insicuro, per lasciare spazio alla rabbia, violenta e distruttrice. L’ape regina che punge chiunque le ostacoli il cammino. Arriva in suo soccorso un’entità misteriosa che di notte entra nei suoi sogni, la protettrice dei bambini. Sarà lei a guidarla e incoraggiarla nella sua metamorfosi: i buoni devono eliminare i cattivi, il bene deve distruggere il male che contamina il mondo. E così sia. La piccola Salamè, vestita da ape regina, ucciderà uno dei suoi spietati compagni di classe.

Una messa in scena assolutamente originale in cui regna la violenza. Le mani, gli stinchi, le braccia dell’attrice sono invasi dai personaggi che esasperano la vita di Salamè, fanno parte di lei e non si cancellano. Come la protettrice dei bambini, la trasposizione onirica del tormento della piccola che la trasforma inesorabilmente da vittima in carnefice: è disegnata sulla sua schiena e animata da continui movimenti delle scapole che creano un’immagine molto efficace e dal tono demoniaco.
Le scelte registiche di forte impatto si scontrano con un testo non sempre efficiente: se da una parte i momenti di maggior tensione appaiono ben costruiti, altre scene risultano più deboli a livello drammaturgico e meno capaci di catturare l’attenzione.
Ciò che potrebbe creare perplessità è il finale. Lo spettacolo si conclude con l’omicidio, ma si consuma in modo troppo rapido, rischiando di rendere fraintendibile il messaggio. La vendetta potrebbe sembrare giustificata in risposta alla violenza subita: non è certamente l’intenzione dell’autrice, che vuole sottolineare come la crudeltà, cui Salamè cerca di difendersi, finisca per contaminare anche lei. Forse una conclusione leggermente diversa, semplicemente più articolata, avrebbe reso con più forza l’idea.
La riuscita complessiva dello spettacolo è certamente buona: Ludovica Sistopaoli, autrice, attrice e regista, affronta con semplicità e schiettezza un tema sempre attuale che colpisce e inibisce molti ragazzi nel periodo scolastico, spesso degenerando in disastrosi atti di bullismo.

 

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